mercoledì 19 settembre 2007

In risposta a marzia.elle :-)

La storia è molto semplice... :-)
È convinzione comune di un po' tutti i partiti politici che i problemi della lentezza dei processi siano generati dal rito (=diritto applicabile al processo) e dagli avvocati.
Sono, quindi, convinti che modificando il rito e mettendo preclusioni (=divieti processuali) agli avvocati le cose si velocizzino.

Per darti un'idea del casino ora regnante, nel processo civile ordinario sono vigenti TRE diversi riti: quello pretorile, quello ante 2006 e quello post riforma del 2006.
La riforma Mastella, poi, vorrebbe creare un quarto rito...
Tale casino giuridico, invero, crea solo danno agli utenti del pianeta giustizia i quali non sanno letteralmente a che Santo votarsi.
Gli avvocati, contrariamente a quanto si pensi, non guadagnano nulla dalla lunghezza del processo; anzi!
Un processo rapido, per l'avvocato sarebbe una manna: si risparmierebbe tempo nello studiare i fascicoli (tu immagina cosa ricordi io di una causa iniziata 4 anni fa e che dovrò discutere domani), minore attesa per richiedere il pagamento e, infine, minor spazio occupato da pratiche dormienti... dormienti per anni!
Ho visto un rinvio in Corte d'Appello a 7 anni: dall'aprile 2006 al luglio 2013!
Dimmi che utilità ho io avvocato ad avere una causa nell'armadio che dovrò riprendere in mano tra 7 anni? Nessuna, direi.
La soluzione del problema è abbastanza banale: assumere qualche giudice in più e costringere a lavorare di più quelli che ci sono.
Quanto al primo punto, se si tagliano 300 milioni di euro in tre anni alla Giustizia (finanziaria di Prodi dell'anno scorso), vedo un po' dura preventivare nuove assunzioni.
Si tenga, tra l'altro, conto che tribunali non hanno nemmeno la carta per fare le fotocopie!
Quanto al secondo punto, è il classico problema italiano il dipendente pubblico è invogliato a non lavorare: chi lavora non è premiato e chi non lavora non è punito.
Tornando all'esempio che ho fatto della Corte d'Appello, cosa può fare il rito o l'avvocato se il giudice rinvia l'udienza a 7 anni? Nulla.
In tali 7 anni, infatti, il fascicolo se ne sta ben bene al chiuso in Corte ed il giudice, forse, lo prenderà in mano il giorno prima dell'udienza non essendo prevista alcuna attività da parte sua o mia (avvocato) nel frattempo.
Quel giorno il giudice deciderà che la causa è matura per la decisione e la tratterrà in decisione assegnando alle parti i termini di 60+20 per il deposito delle memorie.
Decorso tali termini, il giudice prenderà "seriamente" in mano il fascicolo e (senza obbligo di rispettare alcun termine) pronuncerà la sua sentenza.
E questo vale un po' per tutti i processi: in primo, secondo e terzo grado...
Il rito d'appello, tornando all'esempio, è snello; ci sono numero DUE udienze: prima udienza e precisazione delle conclusioni.
Come mai dura 7 anni?
È colpa del rito? Direi di no...
È colpa dell'avvocato? Direi di no...

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martedì 18 settembre 2007

Riforma Mastella sulla durata dei processi

Ormai il progetto di riforma di Mastella sulla durata dei processi non fa più notizia.
Come si dice? Passata la festa, gabbato lo Santo.
Vi chiederete come mai, allora, mi venuta in mente.
Presto detto.
Questa mattina stavo cercando di fare un po' di ordine in quel casino cosmico che è la mia scrivania quando ho trovato il fascicolo di una causa pendente avanti al G.d.P. e relativa ad una sanzione amministrativa per una violazione al C.d.S.
In data 30 gennaio 2007 deposito il ricorso.
Verso fine febbraio, visto che il G.d.P. non aveva dato segni di vita vado in cancelleria e faccio presente che al mio cliente hanno decurtato 5 punti e che, pertanto, sarebbe utile che, almeno sulla sospensione, il Giudice si facesse sentire.
Il Giudice è a casa perché ha appena partorito.
Torno a fine marzo e risollecito la cosa.
Cancelliere: "avvocato, il fascicolo deve essere finito nella catasta di quelli in attesa... se è urgente lo cerchiamo."
Io: "mah, hanno decuratato 5 punti ad un mio cliente... se magari decidesse sulla sospensione non sarebbe male"
Canc.: "il suo cliente non poteva stare attento?"
Io: "..."
Il 5 aprile 2007 mi arriva l'ordinanza con cui il Giudice ha deciso di sospendere l'efficacia del provvedimento impugnato.
Con il medesimo atto, viene anche fissata l'udienza di discussione: 21 APRILE 2008!
onorevole sig. ministro: ha la bontà di spiegarmi a cosa ca**o servono tutte le preclusioni, riduzioni della sospensione feriale dei termini quando un giudice ci mette 3 mesi a sciogliere una riserva e soprattutto rinvia una causa ad oltre un anno di distanza?
In tribunale, poi, i rinvii sono ben peggiori!

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sabato 14 luglio 2007

Ordinaria follia in tribunale

Questa mattina, come tutti i sabato mattina armato di santa pazienza, mi sono recato prima in ufficio a prendere la borsa e poi sono andato in tribunale.
D'altra parte, quando non si hanno i soldi per una segretaria, l'unico modo per poter depositare qualcosa, che non abbia una scadenza impellente, è quello di andare di sabato mattina.

Non c'è mai nessuno ed i cancellieri hanno quasi un aspetto umano.

Arrivato davanti all’ingresso posteriore del tribunale ho visto due pattuglie (una dei carabinieri ed una della polizia) ferme davanti al passo carraio con delle persone ammanettate, sedute sul sedile posteriore.

Mi sono avvicinato per entrare, ed un carabiniere gentilmente mi fa: “scusi, ha per caso la tessera? Noi siamo qui da 5 minuti e non riusciamo ad entrare…”
Un peccato non poter vedere la propria faccia in certi momenti…

Porgo al carabiniere la mia tessera da avvocato, la passa davanti al sensore e si apre il cancello.
Le tessere, tuttavia, consentono una sola entrata ed uscita per volta, quindi un altro carabiniere ha dovuto mettersi davanti all’uscita per “sbloccare” il nuovo accesso.
Entrata anche la pattuglia della polizia, il carabiniere mi ha “sbloccato” nuovamente l’accesso…
Tutto il siparietto sotto lo sguardo divertito del custode del tribunale che stava stendendo la biancheria…mi domando: “ma non poteva pensarci lui?”

Arrivo alla cancelleria D: “oggi chiuso”… manco fosse un panettiere… “solo per urgenze rivolgersi alla cancelleria GOT”.
La mia non era un’urgenza, quindi…ciccia!

Passo alla cancelleria procedimenti speciali.
Deposito un ricorso per decreto ingiuntivo che dovevo depositare e mi metto a cercare una formula esecutiva richiesta soltanto tre settimane fa.
Ovviamente non lo trovo!
Faccio presente la cosa alla Cancelliera la quale mi dice -con voce evidentemente seccata- che hanno avuto poco tempo di prepararla…
Le faccio presente che, tra l’altro, questo atto dovrebbe essere pronto da 15 giorni e che già una volta era stato "bloccato" a causa di un loro collega che aveva le idee un po' confuse su come funzionassero le notifiche a mezzo posta.
Non so perché, ma si è incazzata…
Secondo me buttano il mio atto nella carta straccia.

Mi reco, allora, alla cancelleria fallimentare ove, devo ammetterlo, c’è una Cancelliera veramente molto simpatica e disponibile.
Le chiedo un’informazione e lei, gentilmente e rapidamente, mi dice che devo andare in cancelleria C a farmi fare due copie autentiche dei decreti che hanno ammesso il credito al fallimento.
Mi fa, tuttavia, presente che giovedì prossimo parte per le ferie e che quindi avrei dovuto fare tutto abbastanza in fretta.

Di corsa vado alla cancelleria C.
“Oggi chiuso. Rivolgersi alla cancelleria B”.
Vado alla cancelleria B -che fortunatamente è di fronte- e chiedo al cancelliere di fare copia di due fascicoli.
“Non è ma mia cancelleria, non so dove mettere le mani. Provi a passare lunedì.”

Mi domando: è possibile che i politici pensino a fare i tribunali in Afganistan e se ne sbattano altamente le palle di quelli italiani?
Negli ultimi 3 anni hanno ridotto gli stanziamenti alla giustizia di ben 300 milioni di euro!
Parlando con dei colleghi di altri fori, mi rendo conto che Verona è un paradiso...

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