Consapevole della responsabilità...
.. morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.
Questa è la formula di rito che il teste, a' sensi dell'art. 251 c.p.c., -più volte rimaneggiato dalla Corte Costituzionale- deve recitare in piedi ed a capo scoperto prima di rendere la propria deposizione.
Di solito, in questo momento, il teste, con piena la mente dei film americani, alza la mano destra e va in cerca della bibbia per poter giurare; ho visto qualcuno che ha cercato di giurare sul codice di procedura civile...
Bibbia o non bibbia, il momento, nella mentalità collettiva della gente dabbene, è sacro.
Immaginate voi le facce che fanno le persone quando (specie avanti al G.d.P.) si trovano ad essere "sentite" in qualità di testimoni in una causa, ma l'audizione avviene in piedi, in corridoio e senza la presenza del Giudice.
Ecco... una di queste volte, dopo aver ascoltato per benino il teste in corridoio con l'avvocato di controparte, siamo entrati dal giudice (impegnato in altra udienza di prove) per far firmare il testimone.
Eravamo ancora sulla porta quanto il giudice, alzando di scatto la testa, con voce imperiosa, e rivolgendosi con un dito minaccioso al testimone sull'uscio gli dice: "ha detto la verità, vero?"
Il teste, a metà tra l'impaurito e l'incuriosito, bofonchia un "sì".
Al che il giudice, con un sorriso: "ah, ok! Venga a firmare" aggiungendo poi "Lei è chi dice di essere?".
L.C.S.

