giovedì 19 giugno 2008

In nome del popolo Italiano

la Suprema Corte di Cassazione, rigetta il ricorso!

Ed allo stesso modo, in nome del popolo Italiano la Suprema Corte di Cassazione, accoglie il ricorso!

Non è follia, ma quanto occorso ad un signore proprio avanti alla Suprema Corte di Cassazione: la notizia pubblicata, in basso a destra in un posto poco visibile, su un quotidiano di tiratura nazionale quale il Sole 24 ore, è stata ripresa da un amico e collega nel proprio sito internet.
In breve, il sig. Arcangelo ha ottenuto dalla Suprema Corte di Cassazione due sentenze che giungono a conclusioni diametralmente opposte sullo stesso caso.
Intendo dire sullo stesso medesimo caso.
Per un disguido il ricorso è stato iscritto a ruolo due volte, ed in tempi diversi, è finito davanti agli Ermellini i quali hanno pensato bene di pronunciarsi in modo diametralmente opposto, prima rigettando il ricorso e, poi, accogliendolo.
Sempre dal sito del Collega, ecco il testo dell'ordinanza con cui il Supremo Collegio ha dichiarato inammissibile il ricorso ex art. 395, n. 5, c.p.c..

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giovedì 8 maggio 2008

Chi non muore...

...non muore, è evidente!

Sono tornato dopo quasi un mese di silenzio, e, per il vero, non ho molto da dire...

Sono sullo scazzato andante, ma vi prometto che appena lo psichiatra me lo consentirà, tornerò a scrivere cose senza senso in questo luogo senza spazio.

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venerdì 21 settembre 2007

Consapevole della responsabilità...

.. morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.
Questa è la formula di rito che il teste, a' sensi dell'art. 251 c.p.c., -più volte rimaneggiato dalla Corte Costituzionale- deve recitare in piedi ed a capo scoperto prima di rendere la propria deposizione.
Di solito, in questo momento, il teste, con piena la mente dei film americani, alza la mano destra e va in cerca della bibbia per poter giurare; ho visto qualcuno che ha cercato di giurare sul codice di procedura civile...
Bibbia o non bibbia, il momento, nella mentalità collettiva della gente dabbene, è sacro.
Immaginate voi le facce che fanno le persone quando (specie avanti al G.d.P.) si trovano ad essere "sentite" in qualità di testimoni in una causa, ma l'audizione avviene in piedi, in corridoio e senza la presenza del Giudice.
Ecco... una di queste volte, dopo aver ascoltato per benino il teste in corridoio con l'avvocato di controparte, siamo entrati dal giudice (impegnato in altra udienza di prove) per far firmare il testimone.
Eravamo ancora sulla porta quanto il giudice, alzando di scatto la testa, con voce imperiosa, e rivolgendosi con un dito minaccioso al testimone sull'uscio gli dice: "ha detto la verità, vero?"
Il teste, a metà tra l'impaurito e l'incuriosito, bofonchia un "sì".
Al che il giudice, con un sorriso: "ah, ok! Venga a firmare" aggiungendo poi "Lei è chi dice di essere?".
L.C.S.

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sabato 14 luglio 2007

Ordinaria follia in tribunale

Questa mattina, come tutti i sabato mattina armato di santa pazienza, mi sono recato prima in ufficio a prendere la borsa e poi sono andato in tribunale.
D'altra parte, quando non si hanno i soldi per una segretaria, l'unico modo per poter depositare qualcosa, che non abbia una scadenza impellente, è quello di andare di sabato mattina.

Non c'è mai nessuno ed i cancellieri hanno quasi un aspetto umano.

Arrivato davanti all’ingresso posteriore del tribunale ho visto due pattuglie (una dei carabinieri ed una della polizia) ferme davanti al passo carraio con delle persone ammanettate, sedute sul sedile posteriore.

Mi sono avvicinato per entrare, ed un carabiniere gentilmente mi fa: “scusi, ha per caso la tessera? Noi siamo qui da 5 minuti e non riusciamo ad entrare…”
Un peccato non poter vedere la propria faccia in certi momenti…

Porgo al carabiniere la mia tessera da avvocato, la passa davanti al sensore e si apre il cancello.
Le tessere, tuttavia, consentono una sola entrata ed uscita per volta, quindi un altro carabiniere ha dovuto mettersi davanti all’uscita per “sbloccare” il nuovo accesso.
Entrata anche la pattuglia della polizia, il carabiniere mi ha “sbloccato” nuovamente l’accesso…
Tutto il siparietto sotto lo sguardo divertito del custode del tribunale che stava stendendo la biancheria…mi domando: “ma non poteva pensarci lui?”

Arrivo alla cancelleria D: “oggi chiuso”… manco fosse un panettiere… “solo per urgenze rivolgersi alla cancelleria GOT”.
La mia non era un’urgenza, quindi…ciccia!

Passo alla cancelleria procedimenti speciali.
Deposito un ricorso per decreto ingiuntivo che dovevo depositare e mi metto a cercare una formula esecutiva richiesta soltanto tre settimane fa.
Ovviamente non lo trovo!
Faccio presente la cosa alla Cancelliera la quale mi dice -con voce evidentemente seccata- che hanno avuto poco tempo di prepararla…
Le faccio presente che, tra l’altro, questo atto dovrebbe essere pronto da 15 giorni e che già una volta era stato "bloccato" a causa di un loro collega che aveva le idee un po' confuse su come funzionassero le notifiche a mezzo posta.
Non so perché, ma si è incazzata…
Secondo me buttano il mio atto nella carta straccia.

Mi reco, allora, alla cancelleria fallimentare ove, devo ammetterlo, c’è una Cancelliera veramente molto simpatica e disponibile.
Le chiedo un’informazione e lei, gentilmente e rapidamente, mi dice che devo andare in cancelleria C a farmi fare due copie autentiche dei decreti che hanno ammesso il credito al fallimento.
Mi fa, tuttavia, presente che giovedì prossimo parte per le ferie e che quindi avrei dovuto fare tutto abbastanza in fretta.

Di corsa vado alla cancelleria C.
“Oggi chiuso. Rivolgersi alla cancelleria B”.
Vado alla cancelleria B -che fortunatamente è di fronte- e chiedo al cancelliere di fare copia di due fascicoli.
“Non è ma mia cancelleria, non so dove mettere le mani. Provi a passare lunedì.”

Mi domando: è possibile che i politici pensino a fare i tribunali in Afganistan e se ne sbattano altamente le palle di quelli italiani?
Negli ultimi 3 anni hanno ridotto gli stanziamenti alla giustizia di ben 300 milioni di euro!
Parlando con dei colleghi di altri fori, mi rendo conto che Verona è un paradiso...

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