lunedì 26 maggio 2008

Depressione

Ho il sospetto di soffrire di depressione: l'altro giorno ho cercato di impiccarmi con il filo del mouse wireless...

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giovedì 22 maggio 2008

Sentenza

Tra pratica e professione, sono ormai 7 anni che bazzico i tribunali e, forse complice il fatto che io sia civilista (tributarista), non mi sono mai posto il problema della lettura di una sentenza.
Sia nel civile (tranne i casi di discussione in pubblica udienza e le opposizioni al C.d.S. davanti al G.d.P.) che nel tributario non esiste il concetto di lettura del dispositivo di una sentenza: ti arriva in studio un fax (o una raccomandata) in cui c'è scritto Tizio ha vinto, Caio ha perso.
Anche il contenuto della stessa, per quanto possa condannare a pagare milioni di miliardi, non ti sconvolge più di tanto.
La sentenza penale è un'altra cosa.
Immaginate il Giudice in piedi che recita un provvedimento del genere:

P.Q.M.
IL GUP
Visti gli artt. 533-535 c.p.p.
dichiara
XXXX
colpevole
del reato ascrittogli e, operata la diminuzione per il rito, lo
condanna
alla pena di anni trenta di reclusione
, oltre al pagamento delle spese processuali;
Visti gli artt. 29 e 32 c.p.
dichiara
lo stesso interdetto in perpetuo dai pubblici uffici, in stato di interdizione legale e decaduto dalla potestà dei genitori per anni trenta.
Non riesco ad immaginare la sensazione che prova l'imputato alla lettura di un tale dispositivo.
Allo stesso modo, chissà cosa pensa il Giudice e nel momento in cui l'ha redatta e nel momento in cui l'ha letta...

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martedì 20 maggio 2008

In nome del papa re

Devo proprio ammetterlo, è un film veramente stupendo contenente tante frasi, tanti piccoli camei.
Questo è uno di quelli che mi piace di più "er mazzo lo famo noi, c'avemo tutti l'assi e quanno non ce l'avemo, baramo pure..."

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lunedì 19 maggio 2008

Il mitico Gordon Comstock

Per sua gentile concessione, dal NG it.diritto
Caio, mosso dal rimorso, si reca alla locale stazione dei Carabinieri.
Spiega al piantone l'accaduto.
Il piantone gli dice che per fare la denuncia deve aspettare il comandante.
"Quando arriverà il comandante?"
Non si sa, è fuori per servizio (negli ultimi due giorni ci sono state due rapine, un tentato stupro, tre furti, quattro lesioni, un omicidio colposo (uno che guidava ubriaco) e si teme che qualche esagitato stia per dare fuoco al locale accampamento di zingari.
Caio torna a casa.
Poi torna dai Carabinieri.
Finalmente trova il maresciallo (esausto) al quale narra l'accaduto.
Viene formalizzata la denuncia.
Caio se ne torna a casa con l'orgoglio di chi ha fatto il proprio Dovere Civico.
La denuncia l'indomani approda alla Procura della Repubblica competente.
Viene formato un fascicolo a carico di ignoti.
Il fascicolo giace indisturbato in un armadio in corridoio.
Passa l'estate, poi le foglie cominciano a cadere dagli alberi e l'aria si fa frizzante.
Se tutto va bene qualche impiegato vede sullo schermo del Re.Ge. che sta per scadere il termine per le indagini preliminari e lo segnala al PM.
Viene chiesta una proroga.
La proroga viene concessa.
Arriva l'inverno.
Passa Natale e Capodanno.
Poi ecco la primavera, i prati si riempiono di fiori e gli uccellini stiracchiano le loro piume al sole, cinguettando felici e saltando di ciuenda in ciuenda.
Per puro miracolo il segretario del PM si ricorda del fascicolo.
Lo mette sulla scrivania del PM.
Viene chiesta una proroga.
La proroga viene concessa.
Passa l'estate.
In autunno il fascicolo passa alla PG per le indagini.
Viene chiesto a tutte le compagnie telefoniche di identificare l'intestatario della scheda telefonica asseritamente in uso al sospettato.
Dopo due mesi arriva una risposta, ma il fax arriva proprio nel momento sbagliato e si perde tra le scrivanie.
Dopo un mese viene trovato ma non si sa quale fascicolo si riferisca.
Il brigadiere rinnova la richiesta a tutte le compagnie telefoniche.
Alcune di esse rispondono di aver già risposto con fax in data xxx.
Passa l'inverno, e un'altra primavera.
Per la terza volta la PG richiede l'intestatario della scheda.
In piena estate (dopo l'ennesima proroga) la risposta arriva: "la scheda è intestata a tale Lupo De Lupis, residente a Nessundove in via delle trappole 25".
Lupo de Lupis viene invitato a presentarsi alla locale aliquota PG per "questioni di giustizia".
Non si presenta.
Viene ricitato con minaccia di accompagnamento coattivo.
Stavolta si presenta.
Dice: "sì, la scheda era mia ma ce l'aveva in uso mio genero Paolino Paperino, commerciante ambulante, se voi andate a vedere vedete che ci chiamava sempre la mammuzza e la sorella in Calabria".
"Ci mandi Paolino Paerino", gli dicono.
"Magari potessi", ribatte Lupo De Lupis: "dopo aver messo incinta mia figlia ci ha litigato ed è tornato al suo paese in Calabria".
Il maresciallo non molla: scrive alla consorella (un paesino della Sila) con la richiesta di rintracciare tale Paolino Parino fu Paperone e sentirlo a sommarie informazioni testimoniali.
La consorella di San Giovanni in Fiore risponde che, da informazioni assunte i loco, il Paolino Paperino è da tempo emigrato in Germania, a Monaco di Baviera, ove avrebbe trovato un impiego presso la Bayerische Motoren Werke.
Il maresciallo di Nessundove riferisce tutto ciò al PM.
Quello nuovo, che l'altro è stato trasferito.
Gli suggerisce, senza però dare l'impressione di volergli insegnare il mestiere (o peggio ancora, di voler ignorare il Principio Costituzionale dell'obbligatorietà dell'Azione Penale), che forse sarebbe opportuno chiedere l'archiviazione: in fin dei conti, chi minchia ci dice che la cinquanta euro falsa al denunciante gliela avrebbe data proprio Paolino Paperino?
E comunque, chi può dire che Paolino Paperino avesse piena contezza della falsità della banconota?
Lo assolvono di sicuro, e comunque è incensurato...
Il PM non solo è - appunto - un PM, ma è anche piemontese (detto questo, detto tutto).
Infatti liquida il maresciallo con un tono tanto infastidito che la voce gli va in falsetto: "Maresciallo, ecco perché in Italia le cose vanno di male in peggio: facciamo una rogatoria internazionale..., che diamine! (oh, basta là...)"
Che fare? Al maresciallo non resta che battere i tacchi e, tacendo, obbedire.
fine prima parte (continua...?)

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sabato 10 maggio 2008

Dizionario Giuridico 2008/2009

Copio ed incollo dal NG it.diritto quanto postato da uno dei pochi avventori seri del suddetto cyber spazio.
Alto tradimento [art. 90 Cost.]: Accoppiamento sessuale con personadiversa dal coniuge su ovovia o funivia.
Ammortamento [art. 2027 c.c.]: Imprecazione per smarrimento del titolo.
Appoggio al muro comune [art. 883 c.c.]: Metodo di riposo delmuratore.
Asse ereditario [art. 495 c.c.]: trave portante dell'appartamentodello zio defunto.
Atti conservativi [art. 2755]: Mettere il prosciutto in frigorifero.
Atti contrari al buon costume [art. 1343 c.c.]: Incidere con unalametta un "due pezzi" di Valentino.
Avallo [art. 35 R.D. 1669/1933]: Cavallo toscano.
Azioni di godimento [art. 2353 c.c.]: Azione spettante alla nutrice per ottenere l'adempimento da parte del cliente.
Azioni di investimento [art. 47 Cost.]: Si compiono con l'automobile nei confronti di soggetto poco simpatico.
Collazione dei mobili [art. 750 c.c.]: Cassettone all'amarena o alcioccolato.
Collazione del denaro [art. 751 c.c.]: Inzuppare le centomila lire nel cappuccino.
Colonia parziaria [art. 2164 c.c.]: Profumo che puzza un poco.
Contratto ad effetti reali [art. 1376 c.c.]: Vendita di bene ad un principe.
Contratto di adesione [art. 1332 c.c.]: Tipica obbligazione che ha peroggetto l'affissione di manifesti.
Diligenza del buon padre di famiglia [art. 1176 c.c.]: Mezzo di locomozione familiare, trainato da cavalli.
Girata in bianco [art. 2009 c.c.]: Metodo di mescolamento di pasta scaldata per avventori a dieta.
Godimento dell'usufruttuario [art. 1998 c.c.]: Deriva dal congiungimento carnale con la nuda proprietà.
Liquidazione della società semplice [art. 2275 c.c.]: Massacro dei soci su mandato di società concorrente.
Operazione a fido [art. 1732 c.c.]: Intervento chirurgico a pastore tedesco.

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giovedì 8 maggio 2008

Chi non muore...

...non muore, è evidente!

Sono tornato dopo quasi un mese di silenzio, e, per il vero, non ho molto da dire...

Sono sullo scazzato andante, ma vi prometto che appena lo psichiatra me lo consentirà, tornerò a scrivere cose senza senso in questo luogo senza spazio.

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