Per sua gentile concessione, dal NG it.diritto
Caio, mosso dal rimorso, si reca alla locale stazione dei Carabinieri.
Spiega al piantone l'accaduto.
Il piantone gli dice che per fare la denuncia deve aspettare il comandante.
"Quando arriverà il comandante?"
Non si sa, è fuori per servizio (negli ultimi due giorni ci sono state due rapine, un tentato stupro, tre furti, quattro lesioni, un omicidio colposo (uno che guidava ubriaco) e si teme che qualche esagitato stia per dare fuoco al locale accampamento di zingari.
Caio torna a casa.
Poi torna dai Carabinieri.
Finalmente trova il maresciallo (esausto) al quale narra l'accaduto.
Viene formalizzata la denuncia.
Caio se ne torna a casa con l'orgoglio di chi ha fatto il proprio Dovere Civico.
La denuncia l'indomani approda alla Procura della Repubblica competente.
Viene formato un fascicolo a carico di ignoti.
Il fascicolo giace indisturbato in un armadio in corridoio.
Passa l'estate, poi le foglie cominciano a cadere dagli alberi e l'aria si fa frizzante.
Se tutto va bene qualche impiegato vede sullo schermo del Re.Ge. che sta per scadere il termine per le indagini preliminari e lo segnala al PM.
Viene chiesta una proroga.
La proroga viene concessa.
Arriva l'inverno.
Passa Natale e Capodanno.
Poi ecco la primavera, i prati si riempiono di fiori e gli uccellini stiracchiano le loro piume al sole, cinguettando felici e saltando di ciuenda in ciuenda.
Per puro miracolo il segretario del PM si ricorda del fascicolo.
Lo mette sulla scrivania del PM.
Viene chiesta una proroga.
La proroga viene concessa.
Passa l'estate.
In autunno il fascicolo passa alla PG per le indagini.
Viene chiesto a tutte le compagnie telefoniche di identificare l'intestatario della scheda telefonica asseritamente in uso al sospettato.
Dopo due mesi arriva una risposta, ma il fax arriva proprio nel momento sbagliato e si perde tra le scrivanie.
Dopo un mese viene trovato ma non si sa quale fascicolo si riferisca.
Il brigadiere rinnova la richiesta a tutte le compagnie telefoniche.
Alcune di esse rispondono di aver già risposto con fax in data xxx.
Passa l'inverno, e un'altra primavera.
Per la terza volta la PG richiede l'intestatario della scheda.
In piena estate (dopo l'ennesima proroga) la risposta arriva: "la scheda è intestata a tale Lupo De Lupis, residente a Nessundove in via delle trappole 25".
Lupo de Lupis viene invitato a presentarsi alla locale aliquota PG per "questioni di giustizia".
Non si presenta.
Viene ricitato con minaccia di accompagnamento coattivo.
Stavolta si presenta.
Dice: "sì, la scheda era mia ma ce l'aveva in uso mio genero Paolino Paperino, commerciante ambulante, se voi andate a vedere vedete che ci chiamava sempre la mammuzza e la sorella in Calabria".
"Ci mandi Paolino Paerino", gli dicono.
"Magari potessi", ribatte Lupo De Lupis: "dopo aver messo incinta mia figlia ci ha litigato ed è tornato al suo paese in Calabria".
Il maresciallo non molla: scrive alla consorella (un paesino della Sila) con la richiesta di rintracciare tale Paolino Parino fu Paperone e sentirlo a sommarie informazioni testimoniali.
La consorella di San Giovanni in Fiore risponde che, da informazioni assunte i loco, il Paolino Paperino è da tempo emigrato in Germania, a Monaco di Baviera, ove avrebbe trovato un impiego presso la Bayerische Motoren Werke.
Il maresciallo di Nessundove riferisce tutto ciò al PM.
Quello nuovo, che l'altro è stato trasferito.
Gli suggerisce, senza però dare l'impressione di volergli insegnare il mestiere (o peggio ancora, di voler ignorare il Principio Costituzionale dell'obbligatorietà dell'Azione Penale), che forse sarebbe opportuno chiedere l'archiviazione: in fin dei conti, chi minchia ci dice che la cinquanta euro falsa al denunciante gliela avrebbe data proprio Paolino Paperino?
E comunque, chi può dire che Paolino Paperino avesse piena contezza della falsità della banconota?
Lo assolvono di sicuro, e comunque è incensurato...
Il PM non solo è - appunto - un PM, ma è anche piemontese (detto questo, detto tutto).
Infatti liquida il maresciallo con un tono tanto infastidito che la voce gli va in falsetto: "Maresciallo, ecco perché in Italia le cose vanno di male in peggio: facciamo una rogatoria internazionale..., che diamine! (oh, basta là...)"
Che fare? Al maresciallo non resta che battere i tacchi e, tacendo, obbedire.
fine prima parte (continua...?)
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