L'informazione è l'oppio dei popoli
No, non vi preoccupate (oppure non gioite, a seconda del credo politico) non sono diventato Marxista.
Sto solo provando sempre maggior disgusto per i mezzi di stampa, giornali e televisioni in primis.
Non so se vi rendete conto, ma le notizie che vengono date vengono tutte immancabilmente storpiate per dare il maggior clamore possibile, a prescindere da quale sia la verità dei fatti.
Esempio pratico.
Ora vanno molto di moda(*) le morti bianche, ossia quelle sui luoghi di lavoro.
La, ovvia, causa di tali incidenti è la poca sicurezza sui luoghi di lavoro e, quindi, del datore di lavoro, insensibile alle esigenze di sicurezza dei dipendenti (a volte, purtroppo, è veramente così).
Ebbene, il TG5 delle 20 di ieri, in modo allarmante, ha detto che l'ieri (oggi in relazione all'edizione del telegiornale) erano morte 4 persone sui luoghi di lavoro.
E cominciano a fare l'elenco dei deceduti e delle relative cause.
Per i primi due, la notizia ha un senso, anche se, ovviamente, non è ancora stata acclarata dai competenti organi quale fosse la causa reale dell'incidente e, quindi, siamo nell'"opinabile". Comunque, è una notizia "validamente" data.
Il terzo povero cristo è stato investito da una ruspa, mentre il quarto è stato schiacciato da un muletto (carrello elevatore) contro un bancone...
Se per i primi due è ragionevole ritenere che la causa del tragico incidente sia l'inefficienza degli strumenti di protezione sul lavoro, negli altri due casi la colpa è esclusivamente del soggetto che stava guidando il mezzo.
Se io investo una persona con la macchina (salvo che si siano rotti i freni), non posso dire che è colpa della macchina, ma mia. Evidentemente, ero distratto e pensavo ai cazzacci miei.
Oppure, è colpa dell'investito che ha mantenuto un comportamento tale da provocare l'incidente.
Di questo, nessuno ne parla.
Non farebbe notizia dire -giusto per fare un esempio- che il conduttore di una ruspa, che stava telefonando ad un amico per organizzarsi la partita di calcetto, ha investito il collega.
Fa notizia dire che l'incidente è avvenuto per colpa della poca sicurezza sui luoghi di lavoro.
Vorrà dire che per ogni operaio che lavora a terra in un cantiere, metteremo un vigile urbano perché diriga il traffico.
E lo stesso accade quando si tratta di dare le notizie in merito alla giustizia, ed in particolare quando si deve dar risalto alle sentenze.
Di questo, tuttavia, parlerò la prossima volta che avrò le palle che girano come un mulino a vento.
(*) Eh, sì! Le informazioni sono una moda: si dice solo quello che interessa che la gente sappia oppure quello che si ha interesse far sapere. Per un mese, ogni telegionale fungeva a mo' di un bollettino di guerra in cui venviano elencati i millanta e millanta incidenti avvenuti per colpa degli ubriachi.
Ora non ne parla più nessuno. Tutti sobri?


4 Commenti:
Bhé, non è proprio così.
Il morto sotto la ruspa o sotto il muletto fa venire il serio dubbio che nel piano di sicurezza le divisioni delle zone di lavoro non siano state ben calcolate.
Il punto è che il rischio fondamentale sul lavoro è proprio la disattenzione che, ahimé, avviene statitisticamente ogni tot tempo. E sempre statisticamente, ogni tot disattenzioni capita un infortunio. Infine, sempre statitisticamente, ogni tot infortuni, uno è mortale.
Dando per quesite le misure di sicurezza volte ad impedire che la lavorazione crei immancabilmente dei danni, tutto il discorso che si sta facendo da 40 anni circa (il DPR 547 è del 1955....) è qeullo di ridurre il tasso statitistico di accadimento di infortuni.
In altre parole: poiché il colpo di mona prima o dopo capita, si cerca di ridurre gli effetti del colpo di mona.
Questo non vuol dire che le notizie non siano gonfiate ad arte per far scandalo. Certe volte l'infortunio era davvero inevitabile e quasi sempre le contestazioni di colpa sono al limite del surreale.
Ma resta un fatto: ha ragione la Cass. quando predica che la distrazione del lavoratore ha non ha praticamente efficacia scusante: quello è il rischio n.1
etienne64.splidner.com
Mi fa piacere che il mio post (il cui argomento principale era, peraltro, quello dell'attendibilità dei media) abbia avuto una risposta sensata: io non la condivido appieno, ma è certamente una risposta sensata e val la pena rispondere e discutere.
Partiamo da un punto in comune: le misure di sicurezza sui luoghi di lavoro sono necessarie e chi non le predispone dovrebbe essere frustato.
Quello che non trovo giusto è il voler sempre e comunque addossare ad altri (datore di lavoro) la negligenza, imprudenza e distrazione del lavoratore.
Partendo dall'esempio della ruspa: ti concedo che le zone non fossero ben delimitate (in alcune situazioni uomo e macchina devono lavorare vicini, vedi ad esempio i cantieri in autostrada), ma se lo fossero state?
Tale delimitazione sarebbe stata sufficiente ad evitare l'infortunio? Se l'infortunio si fosse comunque verificato, il titolare del cantiere sarebbe stato esente da responsabilità?
Non penso.
Io, nella mia vita professionale, ho seguito solo una causa di lavoro (ero praticante e quindi costretto a cuccarmela).
Tizio che guidava una di quelle betoniere con il braccio estensibile per fare le gettate di cemento lontane, si reca nel cantiere edile di Caio.
(I fatti sono verità processuale)
Appena arrivato, il capocantiere gli fa presente che a x metri da terra c'è la linea elettrica, con tutti suoi i cosettini colorati per indicarla e con gli appositi cartelli.
Gli viene quindi detto, di non mettersi a manovrare la betoniera delle immediate vicinanze della suddetta linea aerea e che, quindi, nel posizionarsi, tenesse conto del pericolo.
Tizio, il terzo giorno di lavoro, si posiziona esattamente sotto la linea aerea.
Estende il braccio della betoniera e recide il cavo dell'alta tensione.
Il cavo cade sulla betoniera e folgora Tizio.
Caio è stato costretto a pagare.
Fortunamente il penale si è prescritto.
Orbene.
Ho la sensazione che si tenda a dire, sempre ed a prescindere: lavoratore buono, datore di lavoro cattivo.
E soprattutto, una volta che la società Alfa è stata sputtanata sui giornali in quanto Tizio è morto sul lavoro... nessuno si cura di dire che il Tribunale ha respindo il ricorso degli eredi di Tizio perché questi stava fumando dove viene prodotta la benzina.
sono sostanzialmente d'accordo con Etienne.
Ho fatto anch'io un po' di antinfortunistica, da praticante, e non ho incontrato un caso in cui non ci fosse stato almeno un certo grado di colpa del lavoratore.
Tuttavia anche la distrazione e la colpa è un rischio statisticamente certo e non evitabile se non con procedure rigide e antieconomiche
Quando poi, come nel periodo attuale, c'è la corsa a ridurre il personale e a inserire nei processi produttivi lavoratori (?) sempre meno qualificati, quando non in nero, e senza neanche la padronanza della lingua italiana ....
No, secondo me, sono infortuni "durante" il lavoro e "sul lavoro" a tutti gli effetti.
Quanto poi alla questione dell'informazione e del modo quanto meno 'opaco' con cui i media gestiscono le prirità della pubblica opinione, sono d'accordo con Maurizio che si tratti di un tema della massima importanza
'notte a tutti e due
Uhm, il discorso è un po' lungo. Provo a sintetizzarlo al max.
1. Spesso si confonde occasione di lavoro con colpa del paron. L'INAIL assicura (per fortuna) il fatto che sul lavoro esiste un rischio statistico di farsi male. Per cui basta l'occasione e cioé l'esposizione al rischio specifico del lavoro.
Finché parliamo di INAIL va tutto bene.
2. Va un po' meno bene quando si parla di colpa. L'affermazione della colpa dovrebbe essere grosso modo plausibile.
Invece, con il geniale assunto della nostra Cass. della massima sicurezza tecnologicamente e scientificamente possibile si appiattisce la colpevolezza sulla tipicità. Il che non va bene.
3. In altri termini, quel che sfugge è che l'INAIL fu inventata proprio perché seguendo le categorie civilistiche il risarcimento del danno non poteva quasi mai essere pieno dacché o per concorso della colpa del lavoratore o per concorso della colpa di un collega patrimonialmente incapiente, l'infortunato di solito beccava una miseria.
L'errore sta nel portare nel risarcimento civilistico (e, peggio ancora, nella valutazione penale di eventuali reati) categorie proprie del sistema previdenziale (che, ovviamente, ha altre finalità).
4. Resta però vero che il datore di lavoro seu paron DEVE prevedere la possibilità che succedano colpi di mona. Il Tizio folgorato: direi che doveva provvedere a far togliere la corrente ai cavi aerei. (un problema del genere mi ricordo lo ebbi al Gruppo quando si dovevano caricare sul treno gli M109: il capitano pretese che le FS togliessero corrente ai cavi sopra i binari dove stavamo caricando e aveva ragione).
5. Frustare chi non predispone le misure di sicurezza. C'é un reato che NON ho mai visto applicare: la rimozione od omissione dolosa di cautele antinfortunistiche. Da tre a 10. In compenso, 590 c.p.a gogo per le cose più inverosimili.
Ovvero: punire per colpa o per dolo quando questi esistono; lasciare all'INAIL il suo lavoro quando si è trattato di sfiga (dove la sfiga è anche fare per un secondo una sciocchezza che ti uccide).
etienne64
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