Ciao Alfredo
Questa mattina ho appreso dai giornali locali che hanno “esecutato”, con un colpo alla testa, Alfredo e che, questi, adesso giace gravissimo ed inoperabile in ospedale.
Alfredo era stato il mio “dominus”…
O meglio.
Le sue pratiche, assolutamente indifendibili, venivano usate dal mio Dominus per far esercitare i praticanti di turno: tanto, danni non se ne potevano fare e qualcuna, addirittura, è stata vinta.
Alfredo era stato il mio “dominus”…
O meglio.
Le sue pratiche, assolutamente indifendibili, venivano usate dal mio Dominus per far esercitare i praticanti di turno: tanto, danni non se ne potevano fare e qualcuna, addirittura, è stata vinta.
Per anni a scrivere comparse di costituzione e risposta… a presenziare (sebbene non avvocato) alla fase prefallimentare… a far figure di merda in udienza sostenendo l’insostenibile.
Nella sua scellerataggine era una persona stupenda: era l’unico che a Natale faceva un pensierino ai praticanti ed alle segretarie, che ti trattava da persona.
Ogni tanto ti veniva da dire, ridendo: “Alfredo, prima o poi ti faranno la pelle…”
Lui rispondeva scherzando: “…a mi? Vojo proprio vedar”
L’avevo incontrato tre settimane fa in Piazza Brà e ci eravamo detti che ci saremmo visti per un caffè.
Mi sento come se mi avessero preso a pugni nello stomaco.
Nella sua scellerataggine era una persona stupenda: era l’unico che a Natale faceva un pensierino ai praticanti ed alle segretarie, che ti trattava da persona.
Ogni tanto ti veniva da dire, ridendo: “Alfredo, prima o poi ti faranno la pelle…”
Lui rispondeva scherzando: “…a mi? Vojo proprio vedar”
L’avevo incontrato tre settimane fa in Piazza Brà e ci eravamo detti che ci saremmo visti per un caffè.
Mi sento come se mi avessero preso a pugni nello stomaco.


3 Commenti:
Ho letto due volte questo post, perché pensavo di non aver capito bene.
Sono allibita, senza parole.
marzia.elle
Oddio! Mi dispiace tanto... non credo ci siano altre parole.
"Per tre giorni ha resistito. Una lotta impari contro la morte ma ieri nel tardo pomeriggio il cuore di Alfredo Bettiolo ha ceduto. Tre giorni di agonia ma quel vasto trauma alla testa aggravato poi dal colpo di pistola rendeva impossibile l’intervento chirurgico. Un uomo forte, era ancora vivo quando sono arrivati i medici di Verona Emergenza, ma era rimasto troppo tempo senza soccorsi, almeno un’ora e mezza a terra prima che un conoscente lo vedesse e desse l’allarme. Ha lottato, resistito. Ma invano. [...]"
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