martedì 19 giugno 2007

Giustizia Civile...

Questa mattina sono stato a Vicenza a depositare le memorie illustrative della causa, un po' sfigata, nella quale non hanno fissato la tutela cautelare.
Come certamente saprete, il giudizio tributario (nei gradi di merito) non è soggetto a contributo unificato e sconta pertanto la vecchia imposta di bollo sugli atti.

Premesso che odio le marche da bollo e che ho sempre paura di attaccarle prima del deposito dell'atto (specie ora che sono autoadesive ed autodistruttive), mentre ero in colonna sulla statale che mi riportava a casa, mi è sovvenuto un episodio surreale avvenuto il venerdì Santo di un paio di anni fa, in una cancelleria civile di una sezione distaccata di Tribunale avente ad oggetto le marche da bollo, che in taluni casi, residuano anche nel processo civile.

Avevo fatto, per conto di un mio cliente, un pignoramento mobiliare (stranamente era andato positivo) e conseguentemente avevo chiesto che la merce fosse venduta: era stata fissato l'asporto per il martedì successivo a Pasquetta.
Il debitore, ovviamente, ha ben pensato di saldare il proprio debito, spese comprese, il venerdì Santo: per evitare l'asporto, quindi, dovevo depositare la rinuncia il giorno stesso, presso la cancelleria esecuzioni della suddetta sezione distaccata.

Ecco il dialogo tra il sottoscritto ed il Cancelliere (il quale parlava con spiccato accento meridionale):

Io: buongiorno.
Canc.: avvoca', lo sa che se deposita un atto oggi perde la causa? Non si deve lavorare il venerdì Santo... l'ho detto anche alla sua collega di prima...
Io: dottore, veramente io dovrei depositare una rinuncia ad un'esecuzione il cui asporto è stato fissato per martedì prossimo... e visto che lunedì è Pasquetta...
Canc.: ah, allora deve sta facendo una buona azione... quello che ho detto prima non vale e Dio gliene renderà merito!
Io: ... ?!?!? ... mah... veramente il debitore ha pagato tutto...
Canc.: vabbe'... sempre buona azione è! Bisogna aiutare quelli che stanno con il viso nella polvere...
Io: onestamente, talvolta, ci si cacciano da soli nella polvere...
Canc.: noi dobbiamo aiutarli lo stesso!
Io: ...

Al che gli porgo l'atto di rinuncia (che ovviamente va "marcato").

Io: ecco dottore, questo è l'atto di rinuncia; attenda un secondo che ci appiccico la marca.
Canc.: avvoca', la marca non serve... tu hai fatto una buona azione per questo derelitto (?!?!?!) ed io faccio una buona azione... la marca per questa volta puoi non metterla...
Io: ...uh... beh... grazie... arrivederci...
Canc.: arrivederci, buona Pasqua e ricordati che Dio te ne renderà merito!